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La nebbia avvolgeva il cimitero, mentre Noah camminava tra le lapidi. Il silenzio era rotto solo dal fruscio delle foglie secche sotto i suoi piedi. Aveva l’impressione come di esere seguito.

Ad un tratto, si fermΓ² davanti a una tomba, con il cuore pesante come il piombo. La foto sul marmo lo fissava; era il volto di Oliver, suo fratello gemello, scomparso un anno prima.

Noah chiuse gli occhi, assalito dai ricordi di quella notte maledetta. Erano stati al pub a Whitby, per festeggiare il loro trentesimo compleanno.Poi, sulla via del ritorno, qualcosa era andato storto.

Avevano bevuto parecchio e ricordava solo frammenti: grida, una corsa disperata nel bosco, il terrore che gli gelava il sangue. Chi li inseguiva? E perchΓ©? Domande che lo tormentavano ogni notte, impedendogli di dormire.

“Mi dispiace, Oliver,” mormorΓ², sfiorando la lapide fredda. “Avrei dovuto proteggerti.”

Un fruscio improvviso lo fece voltare di scatto. Vide, una figura incappucciata che si avvicinava lentamente. Noah sentì il panico montare.

Allora c’era veramente qualcuno! Ma chi? Era tornato? L’assassino era venuto a finire il lavoro?

La figura si fermΓ² a pochi passi da lui. Noah trattenne il respiro, paralizzato dalla paura. Lentamente, quasi al rallentatore, la figura alzΓ² le mani e abbassΓ² il cappuccio.

Noah trattenne un urlo. Era Oliver che lo fissava, era pallido, gli occhi vuoti e privi di vita.

“Ti ho aspettato, fratello,” sussurrΓ² il fantasma di Oliver, con una voce bassa e molto calma “È ora di ricordare.”

Un lampo di memoria attraversΓ² la mente di Noah.

Vide se stesso e Oliver che ubriachi litigavano furiosamente sul ciglio di un dirupo. Le parole gli tornarono alla mente: accuse di un tradimento alle sue spalle, una ragazza rubata, di una vita vissuta nell’ombra del fratello piΓΉ brillante.

Poi, in un attimo di rabbia cieca, vide le sue mani che spingevano Oliver. Il grido del fratello mentre precipitava. Poi il panico, e la fuga attraverso il bosco.

“No…” mormorΓ² Noah, cadendo in ginocchio, tremando violentemente. “Io… io non volevo. È stato un incidente.”

Noah sorrise, con un sorriso gelido e privo di calore. “Lo so, fratello. Ma ora devi pagare.

Mani fredde come il ghiaccio afferrarono Noah per le spalle. Cercò di urlare, ma la nebbia sembrò inghiottire ogni suono. Sentì il terreno cedere sotto di lui, come se stesse sprofondando in una voragine senza fondo.

L’ultima cosa che vide fu il volto di Oliver, che lo fissava con occhi pieni di una terribile compassione.

Il mattino seguente, il custode del cimitero notΓ² qualcosa di strano passando davanti alla tomba di Oliver. Si avvicinΓ², per guardare, aggrottΓ² le sopracciglia e si mise la mano davanti alla bocca per soffocare un urlo.

Sulla lapide, accanto alla foto di Oliver, era apparsa una seconda foto identica. C’era anche Il volto di Noah, con gli occhi vuoti privi di vita.

Ora, i due fratelli erano pari, uniti per l’eternitΓ .

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