Durante una recente ricerca a Bologna, ho condotto un vox pop su un campione di uomini e donne tra i 20 e i 60 anni in cerca di occupazione, chiedendo loro cosa odiano di più quando si interfacciano con le agenzie interinali. I risultati sono stati rivelatori e, in alcuni casi, sorprendentemente spiritosi. Ecco una sintesi delle risposte raccolte:
1. Le Lettere di Presentazione (Cover Letters)
In cima alla lista delle cose più odiate troviamo le cover letters, descritte come “agonizzantemente noiose”. I candidati lamentano il dover leggere attentamente i lunghi requisiti del lavoro, per poi cercare di abbinare pezzi della loro esperienza a tali esigenze. Questo processo viene spesso percepito come una perdita di tempo e una formalità che non aggiunge valore alla candidatura.
2. Inserire Manualmente i Dati (Anche se hai Allegato il CV)
Al secondo posto, quasi a pari merito, c’è il fastidio di dover inserire manualmente le informazioni in un modulo, anche quando il CV è già stato allegato. Come un candidato ha commentato con una punta di sarcasmo:
Forse è un test di resistenza mentale. Se riesci a sopravvivere alla terza volta che inserisci il tuo indirizzo, sei assunto!
3. Feedback Automatici e Impersonali
Ricevere un feedback automatico del tipo “Vista l’alta quantità di candidature, non possiamo rispondere personalmente…” è un altro aspetto che irrita profondamente i candidati. Dopotutto, come non sottolineare che, “Se avete avuto il tempo di contare quante domande avete ricevuto, forse ne avrete anche per scrivere due righe di feedback umano!”
4. Il Silenzio da Parte dell’Employer
Una delle lamentele più comuni riguarda il silenzio totale da parte delle aziende. I candidati dedicano tempo e attenzione per preparare la loro candidatura, e un semplice “no, grazie” sarebbe molto più apprezzato rispetto al nulla cosmico.
5. Le Interviste Infinite
Altro elemento esasperante sono le interviste interminabili: primo round, secondo round, terzo round… Alcuni si sentono intrappolati in un ciclo infinito, chiedendosi se, alla fine, ci sarà mai una fine. “Ho perso il conto delle interviste e ora mi chiedo: sto cercando un lavoro o sto partecipando a un reality show?” ha commentato un intervistato con un sorriso amaro.

6. Poca Chiarezza su Salario, Benefici e Orario
I candidati hanno sottolineato la mancanza di trasparenza su aspetti fondamentali come il salario, i benefici e la chiarezza sugli orari di lavoro e i permessi. Questi dettagli sono spesso oscuri sia negli annunci che durante le interviste, lasciando i candidati in balia dell’incertezza.
7. “Ci Dispiace, Non Hai Abbastanza Esperienza”
Una delle frasi più temute dai candidati: “Ci dispiace, non hai abbastanza esperienza.” Questo feedback è diventato quasi un mantra nel mondo del lavoro. I candidati si ritrovano così in un circolo vizioso che sembra un paradosso: “Come posso ottenere esperienza senza un lavoro, e come posso ottenere un lavoro senza esperienza? Dobbiamo chiederlo al gatto di Schrödinger?”
8. “Ci Dispiace, Sei Troppo Qualificato”
Dall’altra parte dello spettro, ci sono quelli che sono troppo qualificati per le posizioni entry-level. Un candidato ha descritto così la situazione: “Quindi, se sono troppo qualificato, significa che sono troppo bravo per fare bene il lavoro? Forse dovrei presentarmi con meno esperienza sul CV… o con un nome diverso, chissà!” È una logica che lascia i candidati con un sorriso perplesso e una sensazione di impotenza.
9. Le Qualità Ricercate
Frasi come “Giocatore di squadra dinamico con eccellenti capacità di comunicazione e una passione per la sinergia” sono viste come cliché privi di significato reale. Tali descrizioni generiche spesso lasciano i candidati perplessi su cosa esattamente l’azienda stia cercando.
10. “Non è un Lavoro di Vendita… o Forse Sì”
Infine, molti candidati hanno manifestato il loro disappunto per posizioni che vengono presentate come “non di vendita”, per poi rivelarsi esattamente il contrario. “Se cammina come un lavoro di vendita, parla come un lavoro di vendita… è un lavoro di vendita!” ha dichiarato un candidato, riassumendo l’irritazione comune.
In conclusione, le opinioni dei candidati raccolte durante questa ricerca evidenziano aree critiche che le agenzie interinali e le aziende potrebbero migliorare per rendere il processo di ricerca del lavoro più trasparente e meno frustrante. Chiarezza, umanità e un po’ di considerazione possono fare una grande differenza nell’esperienza del candidato.
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